Una città dalle grandi e antiche tradizioni culturali, come è Catania, non può lasciare in abbandono monumenti come il teatro romano, con annesso odèon, che una attendibile testimonianza storica fa risalire alla prima colonizzazione greca. La primitiva denominazione di “teatro greco”, infatti, fu modificata in “teatro romano”, o, più semplicemente, in “teatro antico”; ma recentemente in molti preferiscono chiamarlo come “teatro greco-romano“.

tucidideL’imponente struttura, che oggi si intravvede appena, quando si percorre la via Vittorio Emanuele II, appare con certezza come un’opera romana. Ma Tucidide, noto storico ellenico, nonchè comandante di un gruppo di navi durante la spedizione ateniese contro Siracusa, (nota come “guerra del Peloponneso”), descrivendo lo sbarco in città degli ateniesi, ha ricordato la celebre arringa di Alcibiade ai catanesi, da lui riuniti nel teatro per ottenerne l’appoggio contro Siracusa. Visto che in città non esistono notizie, nè ritrovamenti di un altro teatro antico, bisogna ammettere che i romani debbano avere ricostruito il loro teatro su quello dei greci, per ragioni che ci sfuggono. Tale ipotesi è suffragata dalle ricerche dell’Houel che, dopo averne studiato la struttura, mentre era ancora ricoperta in gran parte dalle abitazioni, ha condotto degli scavi che hanno rivelato la presenza di muri, realizzati con blocchi di pietra calcarea, secondo la tipica tradizione ellenica.

Oggi il grande bisogno di creare economia, e di farlo sfruttando le nostre risorse culturali della storia e dell’archeologia, imporrebbe il suo immediato e pieno recupero, già prospettato, tanti anni fa, da una promessa del noto regista Franco Zeffirelli, allora candidato al senato nel collegio di Catania. Zeffirelli credo che sia stato eletto, ma il recupero del teatro, a mio avviso, è rimasto a metà, come una bella incompiuta. Occorrerebbe migliorarne la sicurezza, come i servizi, e aumentarne la capienza creando dei sedili in ferro per i settori dove gli stessi sono mancanti.

teatrogrecoromanoEsiste, poi, un altro problema che riguarda il decoro di questo prestigioso monumento, e soprattutto la sua “immagine“, ovvero, la sua capacità di destare l’interesse di chi lo osserva; e a questo punto si dovrebbe anche pensare alle esproprie degli edifici, (in corso da anni), che ne occultano quasi completamente la visione ai passanti. Visione che diventerebbe suggestiva ottenendo la visuale completa del teatro, e addirittura “spettacolare” liberando, finalmente, anche la visuale dell’odèon! Un simile bene, perfettamente fruibile, sarebbe per Catania una conquista; un grande teatro, al livello dei più noti teatri di Siracusa e Taormina, dove realizzare grandi spettacoli e produrre cultura, incrementando anche il turismo. E il tutto ad appena cento metri da Piazza del Duomo, offrendo, oltre agli spettacoli, un’immagine, unica in Italia, della grandiosità dei monumenti dell’antica Catania.

Molti penseranno alle difficoltà economiche per realizzare un simile sogno; ma voglio ricordare che, quando lo si vuole, e quando è veramente utile, si può anche ricorrere all’intervento dei privati. Lo si è fatto per favorire gli “amici” (vedi Piazza Europa e San Berillo vecchio), e per una volta si potrebbe anche farlo per favorire i cittadini di Catania!

Articolo di Paolo Pappalardo.

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Ultima Modifica: 2 settembre 2016

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