In Sicilia stravince il No, con oltre il 71 per cento (con metà delle sezioni scrutinate). Ben al di sopra della media nazionale dove il No è al 59 per cento.

E il premier Matteo Renzi non ha perso tempo ad ammettere la sconfitta e annunciare le dimissioni. Decisione che rischia di avere delle immediate ripercussioni anche sul governo regionale: a rischio di due assessori renziani, quello all’Economia Alessandro Baccei, e quella all’Energia Vania Contrafatto.

Con oltre due terzi delle sezioni scrutinate il No supera il 71 per cento, il Sì è fermo al 28 per cento. Nei 390 comuni dell’Isola l’affluenza si attesta al 56,65 per cento. Palermo è il capoluogo di Regione con la più alta percentuale di No, il 72 per cento. Catania è il Comune capoluogo con il record nazionale di No, il 75 per cento.

Le province orientali hanno risposto con più partecipazione alla chiamata alle urne: Ragusa è quella dove si è votato di più, con il 60 per cento. Seguono Catania, Messina e Siracusa. Sotto la media regionale del 57 per cento le province occidentali: Trapani con il 56 per cento, Palermo con il 54, Caltanissetta 53, Agrigento 52.

Nel corso della giornata anche nell’Isola è scoppiata la polemica relativa alle matite nei seggi elettorali. Segnalazioni di matite che si cancellano si sono registrate ad Agrigento, Gela e Catania. Prima la prefettura del capoluogo etneo ha sottolineato che «le matite sono indelebili sulla carta delle schede elettorali, non sulla carta di quaderno»

 

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Ultima Modifica: 5 dicembre 2016

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