Catania in tutta la sua bellezza: Ecco cinque bellissime curiosità

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La Sicilia è un’isola magnifica, piena di segreti e di cose da scoprire piano. Oggi Marina ci parla di Catania e ci racconta 5 piccole curiosità.
Ah Catania! Navigavo distrattamente in internet quando mi sono imbattuta in un dipinto davvero singolare: raffigura un vulcano in eruzione e una città, affacciata sul mare, invasa dalla lava rossa. La gente, sul molo o sulle barche, fugge via e sembra di sentire il puzzo di bruciato e le urla di disperazione della folla spaventata che cerca rifugio altrove, abbandonando le proprie cose.
Il dipinto si riferisce all’eruzione dell’Etna nel 1669. Ed ecco la prima di cinque curiosità che ho scoperto su Catania:

CATANIA E L’ETNA

Sorta sulla costa, ma poco distante dal vulcano, Catania convive con l’Etna da millenni. Convivenza pacifica per molto tempo, nel 1669 l’eruzione però devastò la parte occidentale del centro abitato. L’evento fu immortalato in un affresco del pittore Giacinto Platania, e segnò un momento epocale nella storia della città. In conseguenza di questa circostanza disastrosa Catania subì un grande processo di ricostruzione. Dalle ceneri e dalle macerie rinascerà infatti una città barocca.
Il territorio catanese, nel corso dei millenni fu squassato e sconvolto svariate volte dalle eruzioni dell’Etna. Un vicino un po’ burbero, non c’è che dire.

CATANIA SOTTERRANEA: LE TERME ACHILLIANE

Catania è una città in cui il passato romano si conserva in alcuni importanti monumenti, come il teatro e l’anfiteatro. C’è però un luogo davvero suggestivo sotto la piazza del Duomo di Catania: le Terme Achilliane. Si tratta di un edificio del periodo tardoromano, che un tempo sorgeva fuori terra ma che, con lo sviluppo successivo della città, che si è evoluta ed è cresciuta su se stessa, è finito col diventare sotterraneo. Così quelle che un tempo erano le sale dell’impianto termale, con pavimenti in marmo e pareti decorate con stucchi e luminose, oggi sono grotte e cunicoli. Molto suggestivo.

UN ELEFANTE A CATANIA

U Liotru è il simbolo di Catania: un elefante in basalto nero sormontato da un obelisco costituisce la fontana monumentale che si trova nella piazza del duomo. La statua dell’elefante è piuttosto antica: addirittura il grande geografo e viaggiatore arabo Idrisi la vide nel XII secolo. Fu poi assemblata al di sopra della fontana e a sorreggere l’obelisco egittizzante tra il 1735 e il 1737 da Giovanni Battista Vaccarini. Ah, anche l’obelisco è antico: di età romana per la precisione, e probabilmente proveniva dal circo romano di Catania, ovvero l’edificio da spettacolo nel quale si svolgevano le corse coi carri: se avete presente l’epica scena del film Kolossal Ben Hur sapete a cosa mi riferisco. Una scultura piena di suggestioni dall’antico fatta per celebrare la città.

CATANIA CITTA’ DI MERCATI

Per me non c’è cosa migliore per scoprire l’anima di una città che girare per i suoi mercati rionali e per mercati coperti. Ebbene, Catania in questo senso è generosa: ha i suoi mercati storici, come la Piscaria e la Fera ‘o luni, il mercato che tutte le mattine dal lunedì al venerdì e tutto il giorno di sabato, si svolge in piazza Carlo Alberto; la Piscaria, invece è il mercato del pesce ed è una vera e propria attrazione: pesce fresco, genuinità e l’ambientazione pittoresca ne fanno uno degli angoli assolutamente da non perdere in una visita della città. Se amate il pesce, poi, siete nel posto giusto: e dove la trovate una varietà così?

BUON APPETTITO! MA NON DITELO AL CAVALLO

Nessuno ci penserebbe, ma nonostante sia una città di mare, Catania si distingue perché in cucina ha un ingrediente particolare: la carne di cavallo. Molti di voi storceranno il naso, ma qui, nei quartieri più popolari, il superbo animale è il principe dello streetfood. Le polpette la fanno da padrone, ma anche la fettina arrosto o addirittura il bollito. Sapori forti (la carne di cavallo lo è) per i quali bisogna sporcarsi le mani. E leccarsi le dita, ve lo dico io!

Articolo di Marina Lo Blundo.
Ecco il link.

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Ultima Modifica: 12 marzo 2018

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