Alla Scoperta della Bellissima Isola di Favignana: Calette Rocciose, Mare Cristallino, Cave di Tufo

668

Written by:

STORIA
La città di Favignana
 Centro principale dell’isola e capoluogo dell’arcipelago, il piccolo porto che ha lo stesso nome dell’isola, è situato in una vasta baia dominata dal Forte di S. Caterina (oggi presidio militare), in cima all’omonimo monte. Antica postazione di avvistamento saracena, riedificata dal re normanno Ruggero II ed ingrandita in seguito, venne utilizzato, in epoca borbonica, come carcere (1794-1860). La cittadina è caratterizzata da due edifici che ricordano ambedue i Florio, l’importante famiglia di Marsala che a Favignana ha favorito lo sviluppo della pesca al tonno: alle spalle del porto Palazzo Florio, edificato nel 1876, e, in fondo alla baia sulla destra, la grande Tonnara, ormai in disuso, che riaprirà i battenti come centro polivalente con un progetto che prevede una ristrutturazione globale dell’edificio.1

Il paese si costruisce intorno a due piazze: piazza Europa e piazza Madrice, collegate dalla via principale, metà del passeggio serale. A nord-est del centro abitato, la zona di S. Nicola (alle spalle del cimitero) nasconde un’area che porta i segni del tempo passato ma che purtroppo, è ancora in mano a privati e quindi pressocché impossibile da visitare.

2Le spiagge e calette – Due sono le spiagge principali: Cala Azzurra, piccola baia sabbiosa a sud dell’abitato, e l’ampia spiaggia del Lido Burrone, sempre a sud, ma leggermente spostata a ovest. Sono raggiungibili con mezzi propri o con l’autobus che effettua il percorso ogni ora. Più spettacolari ed affascinanti sono però le calette rocciose, in particolare la Cala Rossa e la poco distante Cala del Bue Marino. L’aspetto più singolare di questi luoghi è che sono zone di estrazione del tufo, e qui le cave (queste grandi grotte la cui volta non è ancora crollata) si sviluppano in grandi e misteriosi cunicoli esplorabili solo dotati di una torcia. Nell’altra, metà dell’isola, le più belle sono Cala Rotonda, Cala Grande e Punta Ferro, punto di partenza per gli amanti delle immersioni.

TURISMO

La Farfalla, come spesso viene chiamata l’isola per le due ali che sembrano dispiegate sul fiore azzurro del mare a suggerne il nettare, deve il suo nome attuale al vento Favonio, mentre nell’antichità veniva chiamata Aegusa. In tempi recenti la sua storia si lega alla famiglia Florio che vi impianta una tonnara, la cui imponente mole domina ancora il paesaggio, vicino al porto. Ed è proprio la pesca del tonno, con la mattanza (tradizionale, ma crudele metodo per uccidere i tonni rimasti ingabbiati nella camera della morte), che nel passato ha costituito l’attività principale degli abitanti dell’isola. Favignana ha un’estensione di circa 20 kmq ed è percorsa, lungo “l’ala” occidentale, dalla Montagna Grossa che, quasi a dispetto del suo nome, non raggiunge che i 302 m d’altitudine. La parte orientale è invece più piatta ed accoglie il principale centro abitato. La costa, molto frastagliata, lascia spazio qua e là a delle spiaggette di sabbia.

4Le cave di tufoL’estrazione del tufo era in passato una delle principali attività dell’isola. I blocchi, una volta tagliati, venivano esportati nel resto della Sicilia e in Nord Africa. La parte orientale dell’isola è caratterizzata proprio da queste cave, che conferiscono al paesaggio un singolare aspetto “bucherellato” con queste grandi depressioni squadrate e a gradoni, spesso invase da arbusti, a volte purtroppo utilizzate come discariche, altre per fortuna, come piccoli giardini ipogei, al riparo dal vento. In prossimità del mare, lungo la costa est sussistono le antiche cave in parte sommerse dai flutti in seguito a degli smottamenti di terreno. Il mare vi penetra formando piccoli specchi d’acqua dalle forme geometriche. Le più spettacolari cave si trovano nella zona di Scalo Cavallo, Cala Rossa, e Bue Marino.

Escursione alle grotte – Il lato ovest della montagna digrada in mare formando suggestive grotte. Ogni mattina estiva di “mare buono”, al porto, i pescatori si offrono di portare i turisti alla scoperta delle più belle: la Grotta Azzurra (per il colore assunto dall’acqua), la Grotta dei Sospiri, che d’inverno fa sentire i suoi lamenti, e la Grotta degli Innamorati, per le due rocce identiche e affiancate sulla parete di fondo.

La mattanza
3Il complicato e rituale sistema di pesca del tonno segue, o meglio seguiva regole ben precise, tempi e modi rigorosamente stabiliti dal Rais, capo della tonnara ed un tempo anche capo assoluto del villaggio, una sorta di sciamano che stabilisce quando iniziare e quali tempi e modalità seguire. La pesca sistematica del tonno ha origini antiche e sembra addirittura che fosse praticata dai Fenici, ma si deve giungere fino agli Arabi per trovare il nucleo originario di quel “rito” che ancora oggi è alla base della pesca. Ed è un rito vero e proprio, completo di canti propiziatori e scaramantici (le scialome), i che termina con una cruenta lotta, quasi un corpo a corpo con questi enormi bestioni, lotta però dall’esito sempre certo (e non certo a favore del tonno). E’ la tarda primavera ed i tonni giungono al largo della, costa occidentale della Sicilia ove trovano le condizioni ideali per riprodursi. Le imbarcazioni escono in mare per posizionare le reti che formano un lungo corridoio che il tonno percorre in senso obbligato. Le ultime sono divise da sbarramenti che, formano delle “anticamere” per evitare un assembramento di pesci troppo elevato che potrebbero sfondare la rete e riuscire a fuggire. Oltre, la Camera della Morte, una rete dalla maglia molto più fitta e spessa chiusa anche sul fondo. Quando il numero di tonni impigliati è giudicato sufficiente, il Rais ordina l’inizio della mattanza, l’uccisione dei pesci che, stremati dalla ricerca di una via di fuga e feriti dagli inevitabili scontri con i loro “compagni”, vengono uncinati ed issati a bordo. Il termine deriva dallo spagnolo matar, uccidere, che si costruisce sul latino mactare, glorificare, immolare.

 

 

 

Condividi

Ultima Modifica: 5 settembre 2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *