L’Isola delle Correnti – Tra il mar Meditteraneo e Ionio

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PIU’ A SUD DI COSI’ NON SI PUO’
Il consiglio è di portarsi una tenda da campeggio, piantarla sulla sabbia, addormentarvisi dentro in serata e non puntare la sveglia, aspettando di godersi il risveglio a sorpresa al mattino presto. Sì, perché sarà la natura a venire a bussarvi e a farvi aprire gli occhi, con l’incessante ma piacevole suono dell’infrangersi delle correnti del mare fra esse stesse e sull’isolotto a due passi dalla spiaggia e dalla vostra tenda. E’ uno dei piaceri che regala l’Isola delle Correnti, una piccola superficie collegata alla punta più a sud della Sicilia, proprio alla fine dell’Italia, da una striscia di pietra e terra, e che a seconda della marea alterna il suo essere isola all’essere penisola.

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DOVE I VENTI SI INCONTRANO E LA MAREA ABBRACCIA L’ISOLA
Trovandosi sull’estremità della spiaggia di Portopalo di Capo Passero – in provincia di Siracusa – si può attraversare questa “stradina” irregolare di pietra per mettere piede sull’Isola che per le sue ridotte dimensioni può essere “esplorata” in poco tempo. Ma la suggestione sta proprio nella sua ubicazione più che nella sua struttura. E’ il punto in cui si incrociano, o ancor meglio si scontrano, il Mar Ionio e il Mar Mediterraneo, in cui si sfidano appunto le correnti di questi immensi specchi di mare. E proprio la posizione da frangiflutti, da spartiacque, ha dato questo nome all’Isola. In latitudine addirittura più meridionale di un pezzo d’Africa, della Tunisia. E’ affascinante attraversarla, così selvaggia, e porsi in piedi sulla punta più a sud della scogliera. Si ha la sensazione di trovarsi nel mezzo del mediterraneo, di essere arrivati a un punto estremo invalicabile, pensando per un attimo all’incalcolabile immensità di acqua attorno a quel puntino. E tale sensazione di trovarsi all’estremo è confermata dal fatto che questo sia l’altro punto terminale, insieme a Trieste, del “Sentiero Italia”, uno degli itinerari di trekking più lunghi del mondo, circa 5.500 chilometri.

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IL FARO: GUARDIANO DELLA BELLEZZA DEL LUOGO
Trovandosi sull’Isola è agevole camminare perché la vegetazione non è particolarmente ricca o inaccessibile, anzi, tutt’altro, si tratta della tipica macchia mediterranea. La struttura principale che si nota anche osservandola da lontano, è un’antica postazione militare ormai in disuso da tempo, su cui spicca il faro, del quale tanti anni fa esisteva un guardiano, che con la sua famiglia alloggiava in un’abitazione adiacente, anch’essa abbandonata.

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IN SPIAGGIA

E ritornando sulla spiaggia, si può gustare l’ulteriore bellezza di questo luogo, dotato di una sabbia molto fine e dorata da cui assistere allo spettacolo visivo delle onde che si innalzano irregolarmente proprio per il vento e le correnti, e al volo degli albatros, quando Eolo permette di stare tranquillamente sulla riva, dato che a volte le folate sono molto forti. Ma è un marginale prezzo che si paga volentieri, magari anche dopo aver fatto i fanghi nell’argilla gialla e bianca, preziosa e ricercata caratteristica di una parte del litorale che accarezza l’Isola delle Correnti.

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UN TRAMONTO IMPERDIBILE

E avendo iniziato con un consiglio questo viaggio, finiamo con un altro consiglio, da non trascurare assolutamente, ovvero quello di sedersi in spiaggia all’imbrunire e godersi un bellissimo tramonto che qui è particolarmente rosso fuoco, che colora mare e sabbia, e che sa tanto di sud, estremo sud, prima di andare di nuovo a rifugiarsi in tenda, aspettando che le correnti dell’Isola vengano ancora a bussare all’alba.

Articolo di Alessandro Tavilla.
Ecco il link.

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Ultima Modifica: 25 maggio 2016

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