L’Etna è uno dei maggiori vulcani della terra, Tindaro la definì “Colonna del cielo“. Figlia dell’Etna è la lava, “la Sciara” come dicono i catanesi. Tanto è splendido e azzurro il mare, quanto la sciara è nera e tormentata visione di una lotta secolare tra il bene e il male. Gli uomini non fuggono alla lava, vivono sull’infida materia costruendo case. Verga ha impostato la vicenda dei “Malavoglia” ad Acitrezza, sul mare si ergono i faraglioni nati dall’acqua prima ancora che sorgesse il Mongibello.

3A contrasto la vegetazione opulenta dei monti rossi copre la strada della più spaventosa eruzione dell’Etna a metà del ‘600, distrusse sette paesi, sfiorò la periferia di Catania e si spense nel mare. Nella valanga pietrificata tenaci uomini hanno riedificato più belle le loro case. La Sciara è una materia dura e forte, in tutta la zona si costruisce con blocchi scavati dalla montagna lavica, la pavimentazione di Catania è stata fatta dalla pietra lavica.

1La monumentale porta Garibaldi vede un gioco di strisce bianche e nere, queste ultime sono di Sciara, il fondo stradale di vie di gran traffico (ad esempio Via Etnea) è levigata Sciara, liscia e compatta. Il Duomo di Catania poggia su basi colossali, un materiale fornito da eruzioni di secoli. In nera Sciara è scolpito anche l’Elefante simbolo della città Etnea e la terra della bellissima villa Bellini. Ricami del barocco ammorbidiscono la sprezza della Sciara, con essa fu costruito e modificato prima di Cristo il teatro greco romano. Tutte le chiese della periferia di Catania, come quelle dei paesi vicini, sono state innalzate da blocchi lavici, alcune ormai rovinate dal tempo avevano frontoni e capitelli di Sciara. Anche i palazzi più moderni hanno il colore della Sciara in un ciclo di secoli che si prolunga ancora nel tempo.

aranceLa lava non è solo distruzione, diventa anche vita, con il passare dei secoli si trasforma in terra, il lichene è il primo cenno di fertilità. Quindi spuntano i primi fiori dell’Etna, dai colori accesi, quasi a far rivivere il fuoco che cova sotto; le radici in lenta opera scassano la roccia lavica cercando la linfa vitale; ed ecco: il fico d’india, il pistacchio, il mandorlo, il ciliegio, l’arancio, il limone, la sciara diventa pane perchè dà lavoro
Dal lichene a tutta l’altra vegetazione è come lo svolgersi di un tema musicale, il maestoso crescendo sino alla sinfonia prestigiosa di quei vigneti che l’uomo ha battezzato “Oro dell’Etna“.

Dopo morte e distruzione la Sciara dà pane e vita, nell’eterna legge del bene e del male.

 

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Ultima Modifica: 23 giugno 2016

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