Con questo esaltante titolo, il Signor Paolo Pappalardo un lettore di www.notiziecatania.it, posta un articolo su un opuscolo pubblicato nel 1954.
Il noto studioso Guido Libertini annunciava alla cittadinanza di Catania la “scoperta” delle tombe dei “Reali catanesi” della dinastia aragonese.

Di questi personaggi si avevano molte notizie storiche, ma non si conosceva l’ubicazione delle loro tombe, collocate su due alte mensole, ai lati dell’abside principale della Cattedrale di Catania, dove erano rese invisibili da una copertura di gesso, su cui comparivano delle scritte e dei nomi che ne lasciavano supporre la presenza. I sondaggi, voluti dal Libertini, hanno confermato la loro esistenza e hanno consentito il pieno recupero di due grandi sarcofaghi contenenti i resti mortali e qualche oggetto.

Resta qualche dubbio sulla presenza fra questi resti, di Re Federico I di Aragona, (da non confondere con il più famoso omonimo di Casa Sveva, che riposa a Palermo). Il LIbertini, forse fidandosi eccessivamente delle indicazioni poste sull’originario gesso, certamente postume, escludeva la presenza del capostipite fra quei resti, mentre il De Roberto, apprezzato autore de “I Vicerè“, considerava la sua presenza in una interessante pubblicazione sulla storia di Catania, edita nel 1907.

federicoPersonalmente dò credito al De Roberto per il semplice fatto che le testimonianze storiche descrivono concordemente il fortissimo legame instauratosi fra il primo re di Casa Aragona, proclamato nella Cattedrale di Catania dalla volontà dei siciliani, e i catanesi. Federico morì a Paternò mentre, ormai malato, tornava da Enna, ed è ovvio, per la notevole vicinanza, che la salma sia stata trasportata a Catania. Non ci sono dubbi, invece, sulla regina Eleonora d’Angiò, sua consorte, che per la sua vocazione monastica, e su sua precisa volontà testamentaria, volle essere inumata in una struttura religiosa dove i frati avrebbero avuto cura della sua memoria e della sua anima. Ancora oggi i suoi resti mortali sono visibili dentro una teca vitrea nella Chiesa dell’Immacolata Concezione, facente parte del monastero dei francescani.

cattedraleA mio avviso, pur restando in questo luogo la lapide commemorativa e la teca con la figura della regina, i resti dovrebbero essere traslati assieme a quelli della famiglia Aragona, in Cattedrale. Altri personaggi, i cui resti si trovavano in quelle tombe, sono quelli di Giovanni, Duca di Randazzo, che fu reggente durante la minore età di Re Ludovico, anch’egli presente fra quei resti; Federico III, detto “il Semplice”, la consorte, Costanza di Aragona (da non confondere con l’antenata, moglie di Federico di Svevia), la figlia Maria, e il piccolo Federico IV, nato dal suo matrimonio con Martino I, Duca di Montblanc. Tutti questi personaggi, forse meno famosi dei re normanni e svevi, hanno avuto il pregio di essere stati liberamente scelti dalla volontà dei siciliani, nell’immediato e travagliato dopo-Vespro, e di averne assimilato pienamente la cultura e la lingua. Sono, quindi, dei personaggi che hanno storicamente innalzato la dignità di Catania.

acunaLa grande speranza del Libertini era che questi uomini illustri potessero avere un posto più visibile in un monumentino da erigere nella stessa Cattedrale, accompagnato da una lapide che ne ricordasse i nomi e le qualità;  ma oggi sappiamo che questa speranza è stata tradita dall’imbarazzante incapacità di chi ha amministrato la città fino ad oggi. Resta anche il paradosso, che suona a scorno di chi, come me, vorrebbe vedere emergere la grande storia di Catania, per cui mentre lo sconosciuto Vicerè Fernando de Acuna ha un pregevole mausoleo a un passo dalla Vergine e Martire Agata, i più importanti protagonisti della storia di Catania, da ben 62 anni, sono sfrattati dalla Cattedrale dove erano stati proclamati re e regine!

E’ veramente così difficile che Comune e Curia si accordino per ridare dignità cristiana ad essi e restituire ai catanesi un secolo e mezzo della loro più importante storia?

Articolo di Paolo Pappalardo.

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Ultima Modifica: 30 agosto 2016

2 Responses to " Le tombe dei Re di Sicilia tornano alla luce nella Cattedrale di Catania                          "

  1. VINCENZO ha detto:

    Sarebbe cosa utile , sotto ogni aspetto, che la città di Catania acquisisca consapevolezza di un passato , ben diverso dall’oggi . Un passato di città , sede di quella cultura , di quell’arte e di quelle attività laboriose che la resero un importante centro , scelto dai regnanti di Sicilia come residenza privata.

    • admin ha detto:

      Siamo d’accordo con te Vincenzo, ci manca quel passato dove tutto era più semplice e resero Catania una delle città di maggiore cultura in Sicilia e in Italia.

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