Luoghi nascosti di Catania: Tutto sulla Chiesa di San Gaetano alle grotte

527

Written by:

La chiesa di San Gaetano, attualmente posta in piazza Carlo Alberto, alle grotte ha la facciata principale esposta verso nord ovest ha preso questa denominazione e questa dedicazione solo in età moderna dopo la canonizzazione del Santo nel 1671. Oggetto del nostro approfondimento è la grotta sotto la chiesa attuale che ospita ed ha ospitato una chiesa rupestre. Precedentemente era chiamata o Santa Maria della grotta o semplicemente la Grotta come appare chiamato il sito nelle mappe del XVI secolo.

Rispetto all’insediamento romano sappiamo che la zona in cui sorge il tempio era fuori dall’abitato ed usata come area cimiteriale. Una delle necropoli della città si estendeva fra l’anfiteatro (per tradizione collocato ai limiti dell’insediamento) e la vecchia tomba del poeta Stesicoro (forse individuata nelle rovine sotto il convento del Carmine). Un’altra necropoli greco-romana sorge nell’area fra l’attuale via Etnea e le vie Androne e dottor Consoli. Altre nell’area di via sant’Euplio e Cibali. Rispetto la più tarda città medievale sappiamo che l’area di nostro interesse rimase fuori dalle mura prima del kastron bizantino poi dalla cinta muraria normanna e dalle mura di Carlo V.

La chiesa di San Gaetano alle Grotte è edificata sopra un’antica cappella ricavata nello spazio di un’angusta grotta vulcanica. Scendendo attraverso la ripida scala che si trova al centro dell’aula liturgica, ci si immerge perciò nel suggestivo ambiente di una camera ipogea, anticamente sorta in una vasta area sepolcrale extraurbana, probabilmente destinata a luogo di pubblico fin dal IV secolo. All’ingresso della grotta, sull’arco della volta lavica sono ancora visibili tracce di pitture cinquecentesche raffiguranti angeli che presentano un cartiglio con la scritta Gloria In excelsis Deo.

Le pitture parietali a sinistra della scala raffiguranti una veduta di Catania con l’assetto urbanistico precedente al terremoto, erano ancora distinguibili sino a circa un ventennio fa; oggi il loro notevole degrado causato dall’eccessiva umidità ambientale lascia intravedere soltanto un personaggio che sembra invitare con gesto discreto all’ammirazione del paesaggio. Al livello inferiore nell’arcosolio tracce di un volto di Madonna con Bambino; mentre una colonna con capitello Ionico è una rara testimonianza di questo stile architettonico, che è sopravvissuta al disastroso sisma.

Condividi

Ultima Modifica: 20 febbraio 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *