Macello di cavalli scoperto in via Playa: carne nelle buste della spazzatura

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Una scena raccapricciante quella a cui hanno dovuto assistere ieri i carabinieri inviati al civico 160 di Via Playa, che si sono trovarti davanti un cavallo che sanguinava dalla bocca e dalla gamba posteriore destra. Sul posto sono stati identificati il presunto proprietario dell’animale e un’altra persona.

Sul posto sono intervenuti due medici veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania che, dopo aver soccorso e medicato il povero equino, hanno proceduto ad identificarlo attraverso il microchip. Dalla lettura del dispositivo è stato appurato che l’animale era un purosangue inglese, maschio, nato nel 2012 allevato ed in carico ad un altro proprietario.

Il documento però non era stato aggiornato con i dati dell’ultimo proprietario. Visto lo stato di salute dell’animale, i veterinari hanno intimato al detentore di ricoverarlo presso una stalla di Via Leontini, in attesa delle verifiche sanitarie. Dopo qualche ora, transitando in Via Fenga, lo stesso equipaggio ha notato un uomo con gli abiti e le scarpe imbrattate di sangue che si è nascosto all’interno di un locale.

I militari sono entrati all’interno del’immobile accertando che l’uomo, in compagnia di un’altra persona, stava spostando dei quarti di carne equina. Mentre si stava procedendo ad identificarli – B.S. cl.92 e D.A., cl.82 – sul posto si sono presentati i due personaggi di Via Playa e uno di questi ha dichiarato che il cavallo macellato era di sua proprietà. Visto il luogo dove era avvenuta la macellazione ed il modo con cui si era approntato il trasporto del macellato (in dei sacchi neri, solitamente utilizzati per i rifiuti), hanno richiesto nuovamente l’intervento dei due veterinari. I medici, giunti sul posto, hanno accertato che l’equino macellato e ridotto in 8 pezzi, altro non era che quello soccorso poche ore prima.

L’evolversi dei fatti, ha imposto la collaborazione dei Carabinieri del NAS di Catania e della Stazione di Piazza Dante, che hanno proceduto al sequestro del locale adibito a macello clandestino, dell’attrezzatura utilizzata per sezionarlo, dei resti dell’animale pesati in circa 400 Kg – affidati ad una ditta di Belpasso che provvederà a distruggerli poiché non commestibili ed alla denuncia dei quattro soggetti per “macellazione clandestina”.

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Ultima Modifica: 19 aprile 2016

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