Nella notte i cancelli della discarica di Motta Sant’Anastasia, nel Catanese, si sono riaperti dopo la firma del Ministro dell’Ambiente Galletti. Circa quattromila cittadini hanno manifestato contro la discarica Valanghe d’inverno.

La discarica del «re» dei rifiuti
Il governo regionale aveva disposto la chiusura del sito nel luglio 2014 con il decreto n. 1143, firmato dal dirigente regionale dell’assessorato regionale all’Energia Marco Lupo, che bloccava il rinnovo del decreto del 2009 che autorizzava la discarica in Contrada Valanghe d’Inverno nel territorio di Motta S. Anastasia. Ma negli anni si è proceduto con diverse proroghe per continuare a conferirvi rifiuti. Il proprietario della discarica, Domenico Proto «re» dei rifiuti in Sicilia, è stato arrestato nel 2014 con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Terra Mia” sulle tangenti all’assessorato regionale all’energia. Sono stati nominati dei commissari che hanno il compito di portare la discarica alla chiusura.

Convocati dalla Regione
I comitati “no discarica” hanno portato avanti da due giorni lo sciopero della fame. Durante la manifestazione uno degli attivisti, Danilo Festa, che è anche consigliere comunale a Motta Sant’Anastasia ha avuto un malore ed è stato portato via con un mezzo del 118. Il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo ha annunciato che il governatore Crocetta ha convocato i due comuni a Palermo per giovedì alle 16 e lo sciopero della fame è stato momentaneamente sospeso.

Lo studio
A fine maggio è stato pubblicato uno studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio e pubblicato sull’International Journal of Epidemiology. I ricercatori hanno dimostrato che vivere a meno di 5 km da una discarica – Motta e Misterbianco sono a meno di 1 km – aumenta il rischio di cancro ai polmoni del 34%, mentre il rischio di ricovero in ospedale per malattie respiratorie sale del 5%. I più colpiti sono i bambini secondo i ricercatori. “Quanti approfondimenti e studi – si chiedono i comitati – dovranno essere ancora condotti per far capire che la nostra vita è in continuo pericolo?”

Articolo del Corriere del Mezzogiorno
Ecco il link.

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Ultima Modifica: 9 giugno 2016

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