Per la prima volta in Sicilia sarcofagi e mummie egizie – Numero record di reperti

1174

Written by:

“La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi di Deir el-Bahari. Esposizione e restauro in pubblico”

Fino al 7 Novembre 2017 sarà visitabile a Siracusa la mostra “La Porta dei Sacerdoti. I sarcofagi egizi di Deir el-Bahari.
Esposizione e restauro in pubblico” realizzata dall’Istituto Europeo del Restauro in collaborazione con i Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles (MRAH) e l’Amministrazione Comunale della Città di Siracusa.
La mostra si inserisce tra gli eventi di eccellenza destinati a celebrare il 2750° Anniversario della Fondazione città aretusea e vuole rendere omaggio ai quasi tre millenni di storia, arte e cultura di una delle più affascinanti città del Mediterraneo, patrimonio dell’Unesco nel 2005.
La mostra vede protagonisti una collezione straordinaria di sarcofagi egizi e l’avveniristica tecnologia e professionalità dell’Istituto Europeo di Restauro.

La mostra espone il cuore della collezione egizia dei Musei Reali del Belgio: i reperti ritrovati nel secondo Nascondiglio di Deir el-Bahari e appartenenti al corpo Sacerdotale di Amon della XXI Dinastia (1070-900 a.C.).
Per la mostra di Siracusa, i Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles hanno concesso un prestito eccezionale: un numero record di pezzi, 139, tra i quali la mummia di un bambino che per la prima volta lascia la sede del MRAH e alcuni reperti mai esposti in pubblico. Principali protagonisti dell’esposizione sono sei sarcofagi splendidamente decorati che custodivano le mummie dei Sacerdoti e delle Sacerdotesse di Amon, a cui si aggiungono preziose tavole di mummia e numerosi reperti facenti parte dei corredi funerari.

E’ dunque un momento storico per la Sicilia: per la prima volta nella storia, dei sarcofagi egizi sono arrivati sull’isola.
La Porta dei Sacerdoti” non è una semplice mostra ma un evento esperienziale e coinvolgente unico nel suo genere.
Nelle sale di questa esposizione l’I.E.R. ha allestito il rivoluzionario Europa Expositive Laboratory Module il modulo laboratoriale-espositivo realizzato dall’Istituto appositamente per gli interventi in pubblico.
Sotto una teca trasparente lunga sedici metri e larga tre e mezzo, dotata delle più moderne tecnologie, i restauratori stanno “riportando alla vita” la bellezza dei reperti, offrendo alla città e ai suoi ospiti internazionali un’esperienza di cultura e di tecnologia unica.
Il pubblico infatti ha la possibilità di vedere dal vivo e in diretta ogni momento dell’intervento di restauro e al tempo
stesso può interagire con gli operatori.

Al lavoro all’interno del modulo i tecnici dell’Istituto Europeo del Restauro guidati da Teodoro Auricchio, uno dei massimi esperti di restauro ligneo a livello internazionale, e un team di giovani restauratrici giunte da tutto il mondo per specializzarsi nel campo del restauro del legno archeologico.
La collezione in mostra ha una storia particolare: tutti i reperti furono rinvenuti in un unico luogo, una tomba collettiva sotterranea situata nella regione di Luxor, in cui i Sacerdoti e le Sacerdotesse di Amon della XXI dinastia avevano messo al sicuro le proprie spoglie e quelle di alcuni dei sovrani più importanti del Nuovo Regno, per evitare che cadessero preda dei profanatori di tombe.
Il sito rimase inviolato fino alla fine del diciannovesimo secolo (1881), quando la tomba venne riscoperta e rividero la luce non meno di 450 sarcofagi, tavole di mummie e un numero incalcolabile di suppellettili funerarie: vasi canopi, statue lignee, ushabti, steli. L’inestimabile tesoro venne quindi portato al museo di Giza dove le autorità decisero di dividere i reperti in lotti e offrirli alle nazioni europee che avevano una rappresentanza consolare in Egitto.

Ventisei paesi e ventisei musei, compreso uno nella lontana Siberia, ricevettero questo dono inaspettato. Dopo un lungo viaggio per nave fino ad Anversa e il tragitto in treno, nel 1894 dieci sarcofagi giunsero al Musées du Cinquantenaire, nucleo dell’odierno MRAH.
Oggi il Nascondiglio di Deir el-Bahari è al centro di una piattaforma internazionale finalizzata allo studio e alla conservazione dei sarcofagi e dei reperti della XXI dinastia che coinvolge i maggiori musei e laboratori del mondo. Un importante progetto scientifico che ha dato vita ad un inedito evento di valorizzazione culturale tra il MRAH e l’Istituto Europeo di Restauro che a partire dal 2014 è stato scelto dal museo belga quale partner di eccellenza per il restauro dei sarcofagi.
La mostra è stata realizzata anche grazie al supporto tecnico, scientifico ed economico di: Bosch, Coral, Fervi, Dremel,
Erg, El.En. group, Epson, Gondrand, Bresciani e La Molara. Si ringraziano inoltre: Siet, Comet, Noi Albergatori Siracusa e il Castello Aragonese di Ischia.

Condividi

Ultima Modifica: 8 settembre 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *