Un Capolavoro d’Arte Settecentesca: Porta Ferdinandea o Porta Garibaldi

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Un angolo suggestivo di Catania ma poco conosciuto. Stiamo parlando della “Porta Ferdinandea” o “Porta Garibaldi” l’arco trionfale costruito nel 1768, su progetto di Stefano Ittar e Francesco Battaglia, per commemorare le nozze di Ferdinando I delle Due Sicilie e Maria Carolina d’Asburgo-Lorena.

fortinvecchioSono molti i monumenti storici – appartenenti ad epoche diverse – che caratterizzano Catania rendendola unica, di cui gli stessi catanesi spesso sconoscono la storia. Il monumento in questione soprannominato erroneamente “Porta Fortino” si trova tra piazza Palestro e piazza Crocifisso, alla fine di via Garibaldi. In realtà la vera “Porta Fortino” è quella che si trova in via Sacchero, a pochi passi da piazza Palestro. Il “Fortino Vecchio”, come era chiamato una volta, fu di grande interesse storico e fu voluto dal Principe di Lignè Claudio Smeraldo.

Temendo per le incursioni sempre più frequenti dei francesi, nell’ottobre del 1672 decise di fortificare la città dalla parte occidentale con mura esterne e con alcuni fortini costruiti nelle vicine colline. In origine, nel 1673, si trattava di un vero e proprio fortino militare, oggi della costruzione originale non resta che un arco, mentre tutto il resto è sparito sotto un groviglio di casupole. Ma torniamo alla “Porta Ferdinandea” oggi diventata luogo di ritrovo di ragazzini in scooter e ammirata distrattamente dai turisti stranieri che si aggirano per le vie del centro storico.

garibaldiLa costruzione di questo monumento fu suggerita e poi personalmente eseguita da Ignazio Paternò Castello di Biscari e da Domenico Rosso di Cerami. Ne venne fuori un maestoso arco trionfale, un capolavoro d’arte settecentesca, formato alternando parallelamente strisce di pietre bianche e nere. La porta nel suo progetto originale doveva rappresentare l’ingresso solenne ad ovest della città, in perfetto asse con l’ingresso del Duomo. Nel 1862 cambiò denominazione in “Porta Garibaldi” in onore del generale che aveva messo fine alla denominazione borbonica.

Articolo di Daniele Cocina.

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Ultima Modifica: 23 febbraio 2017

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