Lo sapevate? Il fiume Simeto è il principale fiume siciliano ed ha un bacino idrografico che si estende per oltre 4000 kmq su buona parte della Sicilia orientale.
Nasce sotto Maniace dalla confluenza dei torrenti Cutò, Martello e Saracena che discendono dal versante meridionale dei Monti Nebrodi. Il suo corso si svolge verso sud scorrendo per lo più tra le colate laviche del versante occidentale etneo e i substrati sedimentari della provincia di Enna.

valleSotto Paternò tende a cambia direzione, dirigendosi verso est, attraversa la Piana di Catania e dopo un percorso di 120 km sfocia nel Mar Ionio. L’apparente ricchezza d’acqua del fiume Simeto nell’area di Primosole (Catania) è esclusivamente dovuta a penetrazione (risalita) d’acqua marina verso terra, data la ridottissima pendenza dell’alveo; al Ponte di Primosole, cioè a circa 2 km dalla foce, la quota sul livello del mare è di appena 2 m.
A queste particolari condizioni di pendenza ed all’irregolarità degli apporti idrici da monte, caratterizzati da rare piene, era dovuta nel passato la formazione di ampi stagni e di estesi impaludamenti, ora quasi scomparsi, della cui presenza si ha riscontro anche nel toponimo con cui, fino all’inizio del secolo, si indicava la zona: Pantano di Catania.

Vicino alle acque correnti si osservano in genere vari tipi di fitocenosi a struttura erbacea, in relazione alla disponibilità idrica, al disturbo arrecato dalle piene e alla granulometria delle alluvioni si osservano tifeti canneti ecc. Più esternamente si dispongono le formazioni legnose igrofile, arbusteti e boschi ripali caratterizzati per lo più da specie del genere Salix e salixPopulus. Sui terrazzi alluvionali più rialzati, non o poco influenzati dalla falda acquifera che accompagna il corso del fiume, si creano ambienti xerici che ospitano altri aspetti di vegetazione come elicriseti e cespuglieti a oleandro.
La biodiversità del fiume, come del resto di qualsiasi altro ecosistema, è rappresentata per oltre l’80% da invertebrati i quali dal punto di vista ecologico, a parte il loro valore culturale intrinseco, assieme ai vegetali, rappresentano il fondamento di tutta la rete alimentare e la fonte di sostentamento dei livelli trofici superiori di consumatori. I pesci e agli uccelli acquatici, anche se costituiscono gli elementi faunistici più appariscenti, come numero di specie ed anche come biomassa rappresentano una esigua minoranza e la loro stessa esistenza è legata, attraverso la rete alimentare (e quindi attraverso gli equilibri biologici) al mondo brulicante di vita rappresentato da vegetali e da invertebrati.

LA FAUNA DEL FIUME
UCCELLI
Il legame tra gli uccelli ed il fiume, anche se tuttora importante, diviene sempre più occasionale e sporadico, soprattutto a causa dei periodi di secca, della riduzione dei canneti e della portata e martinpescatoredell’inquinamento delle acque. Varie specie di uccelli che prediligono gli acquitrini e i pantani frequentano anche le acque del fiume.
Tra le specie più caratteristiche vanno ricordate il martin pescatore (Alcedo atthis), la ballerina bianca (Motacilla alba), la ballerina gialla (Motacilla cinerea), il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), il gruccione (Merops apiaster), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), l’airone cenerino (Ardea cinerea), l‘usignolo di fiume (Cettia cettii), la cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus).

PESCI
cefalo2L’ittiofauna del Simeto ha profondamente risentito del peggioramento delle condizioni ecologiche del fiume. In questi ultimi anni, lungo gli ultimi 60 km del Simeto sono state rinvenute poche specie di pesci, alcune delle quali sono marine migrate nelle acque salmastre: si tratta della spigola (Dicentrarchus labrax), del cefalo (Mugil cephalus), di tre specie di muggini (Chelon labrosus, Liza aurata, Liza ramada), del latterino (Atherina boyeri), dell’anguilla (Anguilla anguilla), dell’acciuga o alice (Engraulis engrasicolus); tutte specie di interesse alimentare alle quale va aggiunta una non edule, il pesce ago (Syngnathus abaster).
Sino a pochi anni fa l’anguilla e la liza ramada si addentravano più a monte ma oggi, a causa dell’inquinamento e dei lunghi periodi di secca, risalgono il fiume di appena qualche chilometro dalla foce. gambusiaDelle restanti specie, che sono dulcacquicole primarie o secondarie, 6 sono già scomparse dalla seconda metà del fiume, quella più inquinata (da Adrano alla foce) ove erano presenti fino ad una decina di anni orsono: la carpa (Cyprinus carpio), il ciprino dorato (Cyprinus auratus), la tinca (Tinca tinca), una specie di bavosa (Lipophrys fluviatilis), la piccola gambusia (Gambusia affinis), introdotta nel secolo scorso, e il mazzuni (Aphanius fasciatus), che è una delle poche specie indigene del Simeto. In questi ultimi anni a queste specie sono state aggiunte una trota (Salmo gairdneri), originaria delle zone occidentali del Nord America, e il triotto (Rutilus rubilio), specie italiana autoctona assente da qualsiasi altro corso d’acqua siciliano.

ANFIBI
rospoPochi sono gli Anfibi sicuramente presenti nelle acque del Simeto e lungo le sue sponde; vanno ricordati il rospo comune (Bufo bufo spinosus) e la rana verde (Rana esculenta).

RETTILI
bisciaDi quest’ordine va menzionata la biscia dal collare (Natrix natrix). Diverse specie di serpenti, di lucertole e di gechi che sono presenti nell’entroterra possono frequentare anche le sponde del fiume.

INVERTEBRATI
Ricco e variato di specie, anche se tuttora incompletamente conosciuto, è il mondo degli invertebrati. Allo stato attuale, a potamonparte le numerosissime specie di molluschi, ragni, miriapodi e insetti che vivono lungo le sponde, se ne conoscono circa 250 specie propriamente acquatiche, ma solo queste certamente superano ampiamente il migliaio. Tra le più comuni sono il mollusco Ancylus fluviatilis, il gambero di fiume (Potamon fluviatilis) e i gamberetti (Palaemonetes antennarius e Atyaephyra desmaresti) tra i crostacei.
Decisamente più ricco e variegato è il mondo degli insetti che sono presenti con oltre 200 specie sinora censite. La maggior parte degli insetti acquatici vive nel fiume ove vengono deposte le ditteriuova soltanto allo stadio di larve e di ninfa, mentre gli adulti volano in stretta prossimità delle acque o si trattengono fra le erbe della vegetazione. Ben rappresentati sono i coleotteri, i ditteri, le efemere (Efemerotteri), le libellule (Odonati), grandi e infaticabili predatori di altri insetti, e le perle (Plecotteri), insetti particolarmente interessanti in quanto buoni indicatori biologici per la loro sensibilità all’inquinamento. Altri validi indicatori biologici sono le friganee (Tricotteri) di cui solo gli stadi giovanili vivono nell’acqua.

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Ultima Modifica: 21 settembre 2016

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