Catania degli anni ’80 e ’90 – Il “Pomeriggio Giovani”: lo Squibb, l’Empire, il McIntosh

Catania viveva il suo periodo d’oro, dal punto di vista calcistico, culturale e soprattutto musicale. Erano gli anni in cui i negozi di abbigliamento storici di Via Etnea erano presi d’assalto. Vi ricordate Pop Off , Joseph o i fratelli Vadalà? I giovani adolescenti catanesi e della provincia si riversavano nei luoghi cult, come lo Squibb, l’Empire o il McIntosh. Ci si organizzava per andare all’ormai mitico Pomeriggio Giovani.

La raggiante Catania
Proprio in quegli anni, la città etnea venne considerata come “la Seattle d’Italia“, grazie all’innovazione della proposta musicale portata avanti da artisti e produttori come Francesco Virlinzi. Tra gli anni ’80 e ’90, Catania divenne un luogo dove si poteva sentire e soprattutto vivere la musica rock come raramente si era assistito in Italia, ricordiamo lo storico concerto dei R.E.M. nel 1995 allo stadio Cibali, con i Radiohead come supporter.

Tutto questo concorse a rendere Catania “raggiante”, come canta una delle protagoniste di questa stagione aurea, ovvero Carmen Consoli.

Nella nostra città, le discoteche si contavano sulle dita di una mano e hanno fatto la storia della Movida Catanese.

Discoteca Medium
Tra gli anni ’80 e ’90, Catania viveva il periodo d’oro dal punto di vista calcistico, culturale e musicale. Nelle discoteche imperversava il pomeriggio giovani.

Il “Pomeriggio Giovani”: attrazione per i catanesi e tutta la provincia
Tanta gente, che oggi partecipa a serate ed eventi social propinati da Facebook, ricorda con nostalgia ed entusiasmo i Pomeriggi Giovani. Molti ci hanno voluto dare la loro testimonianza per farci rivivere quei fasti. Erano indirizzati ai quattordicenni. Si vedevano file di ragazzini sfilare coi loro motorini nelle arterie principali della città. Ci si riforniva alla pompa di benzina del Viale Vittorio Veneto, mettendo 1000 e 2000 lire. Chi non aveva il motorino usava l’abbonamento dell’autobus per raggiungere Viale Africa e molti madri e padri pazientemente accompagnavano i figli, andandoli a riprendere alla fine.

I ricordi di quei pomeriggi
Questi pomeriggi, si svolgevano di domenica”- ci racconta Piero- “si entrava alle 17 e si usciva alle 20 e 30/21,00. Dal mio paese scendevo a Catania col motorino, assieme ai miei amici. I disc jockey suonavano la musica commerciale di quei tempi con i pezzi di Alexia, Ace of base, Coolio, ecc”.

Il biglietto d’ingresso era di 5.000 lire”, ci dice Rocco. Solitamente si andava in gruppi misti per avere la classica riduzione coppia all’ingresso.

Luca ci racconta: “Un paio di volte l’anno si organizzavano i cosiddetti nonstop, come quelli dell’Empire in cui la serata si protraeva oltre le 20:30 e si concludeva a mezzanotte. In questa occasione emergeva la supremazia e il contrasto fra gli alunni delle scuole superiori catanesi: Boggio Lera, Archimede, Principe Umberto, Spedalieri, Cutelli. Erano gli anni in cui se avevi un amico o un compagno che gestiva le liste all’ingresso e ti faceva passare senza problemi eri considerato uno figo a scuola.Vi erano l’inviti di chi organizzava con il timbro del nome di colui facente parte del gruppo“.

Lillo ci dice: “Alla fine della serata, con i motorini, il SI, Ciao e le Vespe special, il Bravo, si andava verso i camion dei panini della stazione o al Vegas di via Etnea poi spostatosi a Vulcania, la sala giochi più famosa della città, aperta ha 24, luogo simbolo di una generazione di giovani che ascoltava il punk ed il dark“.

Il McIntosh
La discoteca per eccellenza, fra 1995 e 1997, era il McIntosh.

Per entrare dovevi farti raccomandare dal sindaco. A meno che non calavi con un pullman di femmine” -ci racconta Massimo.

Anima del locale era Matteo Scuderi, capo supremo ed indiscusso del Gruppo Organizzativo McIntosh e Banacher, le due discoteche più importanti del meridione. Al suo fianco vi erano altre figure indimenticabili come il signor Spampinato, Franco Grasso e Franco Riccioli. Non erano semplici PR, come si improvvisano tanti oggi, ma delle vere e proprie istituzioni. Attorno a lui gravitava la Catania che contava.

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