Curiosità: Lo strano buco al centro dell’orchesta marmorea del teatro antico di Catania

In molti si chiedono cosa sia quello strano buco al centro dell’orchestra marmorea del Teatro Antico di Catania, entro cui si rifugiano i pesci nei periodi di siccità del laghetto che solitamente allaga il monumento.
Si tratta di ciò che resta di un pozzo medievale, la cui ghiera venne rinvenuta, e abbattuta, nel 1980, quando l’orchestra, già scavata nel dopoguerra , venne riportata alla luce. Quest’ultima. sarà poi di nuovo interrata ed infine riscoperta, come si vede adesso, agli inizi del nuovo millennio.

Occorre sapere che in epoca Romana Càtina disponeva di un grande acquedotto, la maggiore costruzione romana in Sicilia che, intercettando l’acqua a Santa Maria di Licodia, giungeva a Catania, appunto, presso l’attuale via Botte dell’Acqua, da dove, attraverso uno scenografico sistema di fontane, si diramava per le strade della città.
Questo acquedotto, costruito nel primo secolo dopo Cristo, insieme ad altri grandi edifici, tutt’ora esistenti, rimase in uso almeno fino alla fine del sesto secolo dopo Cristo, come hanno rivelato i recenti scavi a nord della Rotonda.

Ma in epoca medievale, forse intorno all’VIII secolo, sempre secondo gli scavi alla Rotonda, l’acquedotto andò fuori uso, e i catanesi rimasero così senz’acqua corrente.
Supplirono come probabilmente avevano già fatto in epoca greca, scavando pozzi che intercettavano la potente falda acquifera che scorre sotto l’antica acropoli, la collina detta oggi di Montevergine. L’acqua intercettata da questo, e da molti altri pozzi ancora esistenti tra le casette del centro, secondo una antica e mai smentita tradizione, altro non sarebbe che il mitico fiume Amenano, simbolo di Catania antica, raffigurato nelle sue monete, che ancora oggi è possibile seguire nel piccolo e pigro corso d’acqua detto fiume Iudicello, dentro Villa Pacini, o meglio, Villa e’ Varagghi (Giardino degli Ozii), come è più affettuosamente appellata dai catanesi.