Estate 2021: Catania è stata la prima meta per i turisti italiani

La Sicilia e la Sardegna sono state le due regioni che in assoluto hanno fatto registrare il maggior numero di turisti in questa estate 2021.

L’estate 2021, per quanto riguarda il turismo, ha visto l’Italia ed in particolar modo la Sicilia come protagonista assoluta. Lo conferma anche il sondaggio effettuato da eDreams.

Nella classifica delle mete a corto e lungo raggio prenotate dagli italiani in cima alle preferenze ci sono Sicilia e Sardegna: nelle prime tre posizioni troviamo infatti Catania, Palermo, Olbia. Quarto posto per Tirana, quinto per Cagliari, sesto per Barcellona. Chiudono le prime 10 posizioni Brindisi, Bari, Napoli e Milano.

Per quanto riguarda invece la top ten delle mete prenotate dagli stranieri Catania si classifica al quinto posto dietro Napoli, Venezia Milano e Roma. Dietro la città etnea troviamo Palermo, Bari, Olbia, Pisa e Bologna.

La storia della città di Catania è legata a quella del suo vulcano, l’Etna. Dal siculo Katane, la città fu abitata dagli antichi popoli di Sicilia come i Sicani, gli Elmi e i Siculi, prima dell’arrivo dei Greci dalla cui lingua prenderà il nome: Catania deriva dall’apposizione Katà che significa nei pressi di o appoggiato a al nome del vulcano (in greco Aitnè) alle cui pendici sorge la città più volte devastata dai terremoti e dalle eruzioni laviche. Tra tutte si ricorda quella del 1669, anno in cui la lava oltre che raggiungere i centri abitati arrivò fino al mare ridisegnando la morfologia del territorio, caratterizzando quelle che oggi sono le sue scogliere.

Patria del musicista Vincenzo Bellini, dalla cui opera nasce il piatto tipico catanese, “la pasta alla norma”, Catania è la città di scrittori come Giovanni Verga, Luigi Capuana, Ercole Patti, Federico De Roberto o del giornalista Giuseppe Fava. Attraversata dal fiume Simeto, la città è circondata dagli aranceti della Piana di Catania. Dichiarata insieme al suo vulcano Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, Catania è dominata da chiese barocche nel centro storico, in particolare via Crociferi, sulla quale si affacciano ben cinque chiese, come la Chiesa di San Benedetto, Palazzo Asmundo Francica-Nava, con il meraviglioso giardino pensile, e la Chiesa di San Francesco Borgia, dove il grande compositore Vincenzo Bellini suonava l’organo. Proprio all’autore della Norma è dedicato il teatro Massimo Bellini e la Villa Bellini, il principale parco cittadino.

Sono tanti i locali e i ristoranti che animano la movida catanese: birrerie, pizzerie, caffè, luoghi frequentati dai giovani che in estate si spostano verso La Playa, la spiaggia di sabbia lunga 5 km affollata di stabilimenti balneari. Il lungomare di Catania dotato di piste ciclabili comprende invece il porto storico della città, il porto di Ognina. Passeggiando sul lungomare si giunge alla piccola baia di San Giovanni Licuti tipica per la sua sabbia lavica e dove i catanesi fanno il bagno anche in inverno.

Catania, cosa vedere e cosa fare in due o più giorni
Cattedrale di Sant’Agata
. È il duomo di Catania ed è dedicato alla sua patrona vergine e martire. L’antica costruzione normanna originaria venne distrutta dal terremoto del 1693, perciò l’edificio attuale è il frutto della ricostruzione del 1711 affidata all’architetto Giacomo Palazzotto. La magnifica facciata barocca che alterna la pietra lavica nera con la chiara pietra calcarea di Siracusa, creando un unicum in tutto il panorama degli edifici barocchi italiani, è, invece, il capolavoro di Giovan Battista Vaccarini. All’interno, costituito da una pianta a croce latina a tre navate, il coro ligneo del Cinquecento, la cappella dedicata alla santa e la tomba di Vincenzo Bellini.

Fontana dell’Elefante. Si trova nella piazza antistante il Duomo, dalla quale comincia l’elegante via Etnea. È un monumento del Settecento costituito da un elefante di pietra lavica sovrastato da un obelisco di granito. Simbolo e portafortuna della città, viene chiamato in dialetto catanese u’ liotru, forse contrazione di Eliodoro, mago che impressionava i popolani con vari sortilegi.

Castello Ursino. Si staglia imponente su piazza Federico II di Svevia ed è stato costruito tra il 1239 e il 1250 per volere dell’omonimo imperatore e su progetto dell’architetto Riccardo da Lentini. Originariamente si trovava sul mare, ma attualmente ne dista 500 metri a causa della colata lavica che nel 1669 circondò l’edificio senza toccarlo. Il Castello è a pianta quadrata, con quattro torrioni agli angoli e, sulla facciata principale e posta all’interno di un’edicola, un’aquila sveva che tiene tra gli artigli una lepre. Sulle altre pareti si alternano simboli religiosi cristiani, arabi ed ebrei, a dimostrare la tolleranza religiosa di Federico, che contribuì alla coesistenza pacifica della varie comunità etniche cittadine. Il Castello Ursino ospita diverse mostre durante l’anno.

Teatro Romano e Odeon. Sono il frutto più prezioso degli scavi archeologici che hanno interessato il centro storico della città etnea riportandone alla luce la struttura romana risalente al II secolo d.C. Questa, a sua volta, si sovrappose alle costruzioni di età greca classica. Il Teatro aveva una capienza di circa 7mila spettatori ed è, infatti, il terzo d’Italia dopo il Colosseo e l’Arena di Verona. Non ha corrispettivi, invece, il vicino edificio dell’Odeon, spazio chiuso destinato alla musica, alla danza e alle prove di cui non è rimasta traccia negli altri anfiteatri giunti fino ai giorni nostri.

Teatro Massimo Bellini. Inaugurato nel 1890, con una rappresentazione della Norma di Vincenzo Bellini, ospita sulla facciata barocca, evoluzione dello stile locale dell’architetto milanese Carlo Sarda, le statue della Musica, della Poesia, della Tragedia e della Commedia. All’interno, la straordinaria volta affrescata sovrasta i duemila posti a sedere.

Il Monastero dei Benedettini. L’attuale sede della facoltà di Lettere dell’Ateneo catanese è un luogo estremamente interessante sotto molti punti di vista. Con i suoi 40mila mq è, per dimensioni, il secondo monastero d’Europa, dopo quello di Mafra in Portogallo. Nel susseguirsi senza sosta di chiostri, sale, giardini e decori in un trionfo di abbellimenti e colori, c’è davvero da perdere la testa. Al suo interno è custodito un vero gioiello: la biblioteca creata dai religiosi con due ordini di scaffali di legno e, sul pavimento, la splendida maiolica napoletana del Settecento.

I musei di Catania
Museo Diocesano di Catania. Si trova all’interno del Seminario dei chierici, edificio attiguo alla Cattedrale di Sant’Agata, ed è diviso in due sezioni: una comprendente gli arredi sacri della Cattedrale di Catania e l’altra contenente gli arredi provenienti dalle altre chiese della città e da quelle disseminate nella provincia etnea. Di particolare interesse, il fercolo di Sant’Agata, in argento finemente cesellato, la spada di Ludovico d’Aragona e il pallio dell’artista Saverio Corallo. Molto suggestiva anche la vista che si gode dalla terrazza panoramica del museo che dà sull’Etna.

Museo Civico Belliniano. Si trova all’interno del Palazzo Gravina Cruylass, una delle residenze cittadine dei Principi di Palagonia, e occupa le stanze in cui il compositore catanese Vincenzo Bellini trascorse i primi sedici anni di vita. Le cinque stanze del museo sono organizzate cronologicamente e ripercorrono la vita del celebre musicista tra dipinti, libri, spartiti originali autografi (tra i quali molti abbozzi), strumenti musicali e, infine, la sua maschera mortuaria. Di particolare interesse il fortepiano, lo strumento precursore del pianoforte, appartenuto al compositore.

Museo Civico al Castello Ursino. Inaugurato nel 1934 all’interno del Castello Ursino, il Museo Civico custodisce la collezione benedettina e quella degli eredi del Principe di Biscari oltre a molte donazioni private. Al suo interno si trova anche una pinacoteca con opere di artisti catanesi, come Giuseppe Sciuti e Michele Rapisardi, ma anche di artisti internazionali come il fiammingo Simone di Wobreck e Luis de Morales. Oltre alla sezione moderna, sono di grande pregio la sezione archeologica che permette di ammirare sculture di epoca ellenistica e romana, tra le quali spicca la testa di efebo del VI secolo a.C., ritrovata durante gli scavi dell’antica Leointoi, e quella medievale con i due portali che, con le scritte, le poesie e i disegni incisi documentano il periodo nel quale il Castello fu una prigione (piazza Federico II di Svevia).

Casa Museo Giovanni Verga. Dichiarato monumento nazionale nel 1940, la casa del padre del verismo italiano si trova al secondo piano di un edificio in via S. Anna 8 che ospita, al primo piano, una biblioteca contenente oltre 4mila volumi e intitolata a Federico De Roberto. Anche l’appartamento del Verga conserva una collezione di 2500 volumi di proprietà dello scrittore. Oltre alle riproduzioni dei manoscritti verghiani, i cui originali sono conservati nella Biblioteca Universitaria Regionale di Catania, si possono ammirare una pergamena decorata da Alessandro Abate, e donata allo scrittore in occasione del suo ottantesimo compleanno, e un busto opera dello scultore Bruno oltre a due ritratti di Michele Grita.

Museo del cinema. All’interno del centro fieristico le Ciminiere, che costituiva un complesso industriale per l’estrazione dello zolfo, il Museo del Cinema propon un focus sul territorio con le foto dei set che hanno reso il paesaggio siciliano protagonista in epoca neoralista, con Luchino Visconti che ad Acitrezza girò “La Terra Trema” e successivamente con registi del calibro di Antonioni, Pasolini, Germi e Rosi.

Museo dello sbarco in Sicilia. Sempre all’interno del centro le Ciminiere si trova il museo che ospita le tappe dei principali scontri di guerra che avvennero in Sicilia, dove il 10 luglio 1943 sbarcarono le truppe alleate. Una testimonianza viva di ciò che avvenne in quegli anni documentata da foto, video e reperti dell’epoca.

Catania riserva bellezze nascoste, vi consigliamo vivamente di visitarla!

Fonte: Ecco il link.