Via Vittorio Emanuele II: Una delle vie simbolo e più storiche di Catania

Via Vittorio Emanuele II è una delle vie simbolo più storiche di Catania.

Lungo il percorso di Via Vittorio Emanuele (già Strada Reale) si trovano numerosi luoghi e monumenti simbolo della Storia di Catania, a testimonianza del crocevia di culture e dominazioni che, nel corso dei secoli, hanno interessato la città. All’esatta metà della sua estensione si incrocia con via Etnea e, quindi, con Piazza Duomo, costituendo il setto stradale su cui si affaccia Palazzo degli Elefanti. A est della piazza, ancora nei pressi della Cattedrale, si trova la Badia di Sant’Agata, uno splendido esempio del barocco di Vaccarini. Proseguendo verso il mare, ci si imbatte in piazza San Placido, in cui sorgono l’omonima chiesa tardobarocca di San Placido – opera di Stefano Ittar nel 1769 – e, in prossimità, il prestigioso Palazzo Biscari; il lungo protrarsi dei lavori negli anni successivi al terremoto del 1693 (fino al 1763) ci dà oggi modo di apprezzarne la varietà di stili architettonici.

Poco distante, ai piani inferiori del palazzo Bonajuto, si trova la Cappella Bonajuto, d’epoca bizantina (VI-IX sec.) e di struttura molto simile alla cuba. Il Convitto Cutelli, progettato da Francesco Battaglia e Gian Battista Vaccarini su commissione di Mario Cutelli, è un nuovo esempio di grande architettura settecentesca (1761). I due si occupano, nel 1776, anche della realizzazione del monumentale palazzo Reburdone, oggi sede (insieme a Palazzo Pedagaggi) della facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Catania, a poca distanza dal Convitto e dalla omonima piazza Cutelli. Nei pressi, Vaccarini realizzò anche Palazzo Valle e Palazzo Serravalle.

A ovest di piazza Duomo, invece, lo scenografico scorcio di piazza San Francesco, con il Museo belliniano, la Chiesa di Santa Maria Immacolata e la statua del cardinale Dusmet, introduce la storica via Crociferi. Risalendo ancora, ci si imbatte in due testimonianze della Catania romana: il teatro romano e l’Odeon, questo semicircolare e probabilmente destinato alle prove per gli spettacoli dell’adiacente teatro. Più avanti, alle spalle del grande complesso monastico dei Benedettini, si trova il Monastero della SS. Trinità, oggi sede del liceo scientifico “Boggio Lera”.

Il palazzo Fassari Pace si trova a Catania e può essere considerato come splendido esempio di architettura civile settecentesca, nella ricostruzione di Catania dopo il disastroso terremoto che totalmente la distrusse, l’11 gennaio del 1693.

Ubicato nella parte alta di via Vittorio Emanuele, già strada del Corso reale, asse viario il più vetusto della Catania sin dall’antichità ellenica, il palazzo si apre su quest’ultima nella sua facciata ariosa e semplice di barocco classicheggiante, angolando tra le vie Santa Barbara e della Palma, rivolto a sud; al nord è costeggiato dalla via San Barnabà, da cui si accede per via della Palma; nel settecento era nella parte interna ornato da un giardino, oggi scomparso. Si trova accanto all’ex convento della Trinità, oggi sede del liceo scientifico Boggio Lera, impreziosito dalla omonima chiesa.
La sua costruzione si può far risalire con certezza al primo trentennio del XVIII secolo: tuttavia sin da prima del devastante terremoto e dalla eruzione dell’Etna del 1669 che invase il perimetro urbano (ma non il luogo ove sorge il palazzo), erano ivi presenti, seppure il vecchio Corso aveva un tracciato non lineare ma leggermente sinuoso, abitazioni di fattura similare. La presenza del severo e maestoso palazzo settecentesco, nei suoi due primi ordini, terrano con le botteghe, e piano nobile caratterizzato dalle cornici degli otto balconi che si affacciano nella pubblica via, con disegno rettangolare sovrastante, è rintracciabile nelle due piantine di riferimento, che lo vedono con esattezza delineato: quella di Giuseppe Orlando, stampata nel 1760, e quella (del medesimo periodo, poiché l’autore moriva nel 1762) che è inserita nel testo Lexicon topographicum siculum, dell’erudito abate Vito Maria Amico Statella.

Foto in evidenza di B&B Palazzo Bruca.