La bellissima Fontana dell’Amenano in piazza Duomo di Catania

Di fronte il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, sul lato meridionale di piazza Duomo, è possibile vedere la Fontana dell’Amenano, che prende il nome dal fiume Amenano che scorre sotterraneo.

Costruita nel 1837 in marmo di Carrara da Tito Angelini, la fontana rappresenta figurativamente il fiume come un giovane che, da una cornucopia, versa l’acqua in una vasca a calice baccellato, alla base della quale due tritoni riversano a loro volta l’acqua nel canale percorso dal fiume Amenano in questo tratto visibile.

I catanesi chiamano questa fontana “acqua a linzolu” perché l’acqua della fontana versandosi come una piccola cascata nel fiume produce un suggestivo e caratteristico effetto “lenzuolo” e anche perché in passato da questo canale le popolane lavavano la loro biancheria nel fiume.

Il fiume anticamente scorreva all’aperto alimentando anche un lago, il lago di Nicito, da cui fuoriusciva formando un delta formato da 36 canali.
La colata lavica che nel 1669 colpì la città di Catania seppellì il fiume, il lago e i canali che ne fuoriuscivano rendendo l’Amenano un fiume sotterraneo visibile solo presso la fontana omonima e alla sua foce.

La fontana rappresenta il fiume con le fattezze di un giovane che regge tra le braccia una cornucopia dalla quale sgorga l’acqua che dalla vasca alla base della fontana si riversa nel fiume sottostante, che scorre ad un livello di circa due metri sotto la piazza.
La vasca su cui poggia il giovane è a fondo bombato facendo sì che la cascata d’acqua, tracimando, crei l’effetto ottico di un lenzuolo che si poggia sulle statue sottostanti. Da questo viene il nome “acqua a linzolu” che nel gergo viene utilizzato per indicare la fontana.