Storia e curiosità della bellissima porta Uzeda di Catania

La Porta Uzeda fu voluta nel 1696 dal Duca di Camastra, don Giuseppe Lanza, e inizialmente venne battezzata con il nome di Porta grande della Marina, nome che le venne cambiato nello stesso anno per rendere omaggio al Vicerè in carica, Juan Francisco Pacheco Téllez-Girón, per l’appunto duca di Uzeda, per il suo impegno nella ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693.

Che la fine del mandato del Vicerè spagnolo (il suo viceregno durò dal 1687 al 1696)fu lieta ai siciliani, si legge in una cronaca ottocentesca in cui è scritto “ch’erano oramai stanchi di soffrire il di lui aspro governo.”

La porta Uzeda venne costruita nel tratto di mura che si affacciava sul mare, ossia il Bastione di Sant’Agata, per consentire il passaggio tra Piazza Duomo, allora chiamata Platea Magna, e la nuova insenatura creatasi a seguito della colata.

Sita in Piazza Duomo, la Porta collega le due ali dell’antico seminario dei Chierici (l’attuale sede del Museo Diocesano e Palazzo dei Chierici) e chiude, con un intenso effetto scenografico, la Via Etnea a sud, nel tratto in cui, superata la piazza Duomo, la strada maestra di Catania si insinua, per concludersi in via Dusmet.

La costruzione dei piani superiori all’arco, collegati anch’essi con le due ali del palazzo Chierici, fu iniziativa del vescovo mons. Salvatore Ventimiglia; in alto fu eretto un sontuoso fastigio con una nicchia centrale che racchiude un busto di S.Agata, tutto in marmo bianco, che guarda la città e un’iscrizione marmorea: “D.O.M.Sapientiae et bonis artibus-178” (a Dio ottimo massimo, alla sapienza e alle sue belle arti). Sul balcone che si apre proprio sulla porta dalla parte di Via Etnea c’è un grande stemma del vescovo.

In perfetto stile barocco Catanese, la Porta Uzeda è caratterizzata dal gioco tra la pietra lavica e il marmo bianco usato per le decorazioni e riprende stilisticamente il vicino Palazzo dei Chierici.

Nel passaggio attraverso la Porta è possibile ammirare una rappresentazione del Cristo incoronato di spine. La raffigurazione rimasta colpita durante il bombardamento alleato si scheggiò solamente su un punto della fronte.

La Porta è legata all’attesissima festa della Patrona della città etnea, Sant’Agata. Dopo la messa dell’Aurora, il 4 Febbraio, il fercolo la attraversa tra battimani e sventolii di fazzoletti bianchi, per iniziare la processione delle Sacre Reliquie della Santa.

La Porta Uzeda è un simbolo per la città di Catania che, dominante nella suggestiva Piazza Duomo, volge lo sguardo ai due elementi vitali e caratterizzanti della città etnea: da un lato l’Etna, dall’altro il mare.

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