La bellissima piazza Università di Catania

Catania, città di straordinaria bellezza, racchiude al suo interno angoli speciali che raccontano dettagli della sua storia: ne sono un esempio la fontana dell’Amenano e l’iscrizione sopra l’obelisco del “Liotru”, simbolo della città. Passeggiando lungo la via Etnea, merita una sosta Piazza Università dove si possono ammirare quattro lampioni di bronzo davvero particolari: essi, infatti, raccontano le quattro leggende di Catania.

Realizzati nel 1957 dal maestro Mimì Maria Lazzaro e dallo scultore Domenico Tudisco, i lampioni si trovano agli angoli della piazza e costituiscono una fondamentale testimonianza della cultura popolare catanese. Con una rappresentazione grafica attenta nei dettagli in una base non più grande degli altri lampioni della città, le quattro leggende di Catania possono passare inosservate mentre si cammina verso il centro ma non possono sfuggire ad un occhio attento!

Vediamo insieme allora quali sono le leggende divenute ormai parte integrante delle radici dei catanesi.

Le quattro leggende di Catania

LA LEGGENDA DI GAMMAZZITA
La prima leggenda narra di Gammazita, una catanese giovane e bella ma fidanzata, di cui si innamorò il soldato francese Droetto. La storia risale intorno al 1280, periodo in cui i siciliani fronteggiarono i francesi nei Vespri Siciliani. Si racconta che un giorno, mentre la ragazza si era recata al pozzo a prendere l’acqua, fu seguita dall’uomo che insisteva per ottenere il suo amore. Alla sua ostinazione, però, la giovane rispose con il rifiuto e preferì buttarsi nel pozzo piuttosto che accettarne le avances. Il pozzo è ancora oggi visitabile e si trova nelle vicinanze del Castello Ursino.

LA LEGGENDA DEL PALADINO UZEDA
Un’altra storia legata alla città è quella che racconta del paladino Uzeta, uomo di valore e coraggio, il quale sconfisse i due giganti, gli Ursini, che ai tempi occupavano il Castello. Il re Federico II di Svevia gli fu così grato da dargli in sposa la figlia. A questa leggenda è legato il nome del Castello normanno.

LA LEGGENDA DI COLA PESCE
La figura di Cola Pesce è forse la più conosciuta fra tutte: la sua leggenda narra che il giovane fosse famoso per la sua grande resistenza sott’acqua. Avendolo sentito, Federico II decise di metterlo alla prova. Lanciò in mare una coppa, poi la sua corona e infine il suo anello ma il bravo nuotatore recuperò tutti gli oggetti. Nel suo ultimo tuffo, andando in fondo, vide che una delle tre colonne che sorreggevano la Sicilia ai tre capi, quella sotto Messina, si era incrinata. Il ragazzo si premurò a dirlo al re che gli chiese di andare a controllare meglio per poter avere più dettagli. Cola Pesce però non riemerse più. Si dice che la colonna incrinata stava cedendo e che lui si sostituì ad essa salvando così la Sicilia. Ancora oggi quando vi è un terremoto, si racconta che è Cola Pesce che, stanco, cambia spalla.

LA LEGGENDA DEI FRATELLI ANAPIA E ANFINOMO
L’ultima leggenda è dedicata ai fratelli Anapia e Anfinomo i quali, mentre aravano i loro campi, furono sorpresi dalla lava dell’Etna. Poichè i loro genitori erano anziani, per portarli in salvo li misero sulle spalle. Si dice che la lava sul punto di raggiungerli si divise, lasciando i quattro incolumi. Questo loro gesto rese orgogliosa la città che li celebrò anche rappresentandoli in statue e monete. Si pensa che fu questo episodio a ispirare Virgilio nel racconto di Enea e del padre Anchise.

Con la nostra spiegazione e l’iscrizione presente alla base di ogni scultura sarà facile riconoscere le quattro leggende di Catania rappresentate. Non vi resta dunque che andarle a vedere!

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