La storica Ferrovia Circumetnea di Catania: In attività da 126 anni

Chi vuole utilizzare la Ferrovia Circumetnea partendo da Catania, deve recarsi nella storica via Caronda, ove ha sede la stazione principale della Ferrovia Circumetnea denominata “Catania Borgo“.
All’ingresso della stazione di Catania-Borgo si nota la vecchia locomotiva a vapore n.14 (in dialetto soprannominata “Meusa”), che è la stessa che accompagnò Edmondo De Amicis nel suo viaggio all’inizio del secolo.

Dirigendosi verso la periferia di Catania, la linea ferrata taglia trasversalmente il centro urbano sino ad incontrare la prima evidente traccia della presenza dell’Etna: la colata del 1669, quella che raggiunse e distrusse Catania.
Il tracciato assume adesso caratteristiche uniche e, tra le case della periferia il binario è fiancheggiato da nere rocce laviche, che non lo abbandoneranno mai fino all’arrivo.

Superato Misterbianco si apre un grandioso panorama verso la montagna con una vegetazione che varia continuamente.
E’ una campagna fittamente coltivata: gli agrumeti lasciano il posto agli ulivi, a qualche raro vigneto, ai fichidindia coltivati in maniera intensiva.
Sfilano uno dopo l’altro i popolosi centri abitati che cingono il vulcano su questo versante: Paternò, S. Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano.

Non bisogna stupirsi se d’improvviso il convoglio si arresta in mezzo alla campagna: si tratta di una fermata facoltativa.
Fino a qualche tempo fa, queste fermate erano al servizio dei contadini che utilizzavano il treno per raggiungere il fondo agricolo e tornare quindi in paese, adesso possono divenire la base di partenza per interessanti escursioni.
Ad esempio dalla stazioncina di Passo Zingaro si può risalire attraverso una mulattiera in mezzo a coltivazioni di pistacchio e antiche colate sino a monte Minardo, oppure dalla fermata Gurrida si può raggiungere il vicino lago.
Il paesaggio diventa sempre più selvaggio e le colate laviche più o meno antiche si fanno sempre più frequenti prendendo il sopravvento sugli altri paesaggi, finché, superata la stazione di Bronte il tracciato della Circumetnea si immerge in una splendida colata costituita da lave a corda e raggiunge la sua quota massima all’altezza dell’altopiano di Maletto in contrada Difesa, dalla quale lo sguardo spazia verso i crateri sommitali.

Questo è il punto più alto toccato dalla linea ferroviaria (Rocca Calanna) avente un’altitudine di quasi 1000 metri.
La fermata successiva è quella di Maletto (località famosa per la coltivazione delle fragole), ultima stazione prima di Randazzo: importante stazione agli antipodi di quella di Catania, dalla quale il treno è partito.
A Randazzo si è circa a metà strada: si può fare una sosta per visitare il centro storico prima di iniziare la discesa lungo la valle dell’Alcantara. Il paesaggio adesso è meno aspro e selvaggio.
Le campagne iniziano ad essere punteggiate da fastose ville mentre il treno della Circumetnea percorre i pregiati vigneti della Solicchiata.

Tutto intorno è coltivato con ogni genere di frutto tipico dell’Etna.
Naturalmente agrumeti e vigneti la fanno da padrone sugli altri prodotti della terra.
Ed è un gran belvedere il colore della zagara che, per bellezza, può essere accostato, solamente all’incomparabile gradevolezza del suo profumo.
Paesi e frazioni vengono superati uno dopo l’altro, mentre in lontananza si scorge nuovamente il baluginare dello Ionio e ai lati della ferrovia ricompaiono gli agrumi.
Il treno, infine, ancora una volta emulando il mito di Sisifo, conclude la sua corsa alla stazione di Riposto.
Per far ritorno a Catania, però, è conveniente scendere alla stazione di Giarre, in modo da prendere, in coincidenza, uno dei tanti treni ordinari delle Ferrovie della Stato percorrenti la linea Messina-Catania.

Nel panorama delle ferrovie secondarie italiane, la Ferrovia Circumetnea presenta la particolarità di aver saputo conquistare una propria specifica e non trascurabile posizione di mercato sia nel contesto del traffico pendolare locale, sia nel settore turistico.
In esercizio dal 02/02/1895, la Ferrovia Circumetnea è costituita da un’unica linea a scartamento ridotto (950 mm) della lunghezza attuale di 110,963 Km, con l’aggiunta del tratto metropolitano di circa 4 Km. La pendenza massima è in varie tratte del 36 per mille e i raggi di curvatura minimi sono di 100 m.
L’armamento originario, costituito da rotaie da 25 UNI e lunghezza 9 m, in buona parte è stato sostituito con rotaie da 36 UNI in posa su traversine in tratte in rovere e in altre in cemento armato precompresso.
Numerose sono le opere d’arte presenti, come 6 gallerie (la più lunga 263,82 m quella di Roccacalanna), 11 viadotti ad arcate e 11 ponti a travata metallica.

Sono circa 80 i P.L automatizzati con barriere o con indicatori luminosi, mentre solo poche unità risultano ancora presenziati da guardabarriere o comandati a distanza con filo di trasmissione.
L’esercizio è a trazione diesel e diesel elettrica con materiale rotabile composto da 24 automotrici e sei carrozze efficienti.
Delle 27 località di servizio nove sono dotate di impianti A.C.E.I funzionanti a regime semiautomatico, tre di scambi tallonabili a ritorno elastico, cinque di banchi di manovra meccanici con comando degli scambi a mezzo filo di trasmissione e le rimanenti dotati di scambi, con ferma scambi, manovrabili sul posto dal personale abilitato.

La normativa di esercizio attuale inerente al distanziamento dei treni è regolata dal giunto telefonico con il sistema della Dirigenza Unica. Grossi sforzi e investimenti sono in fase di definizione per poter attuare un sistema elettrico di comando e controllo centralizzato del traffico ferroviario, al fine di ottenere dei rilevanti miglioramenti in termini di frequenza e di tempi di percorrenza dei treni.

Data la tortuosità della linea, la velocità commerciale e di circa 35 km/h mentre quella massima di esercizio è di 60 km/h; ciò comporta sull’intera tratta una percorrenza di 3 h e 10′ circa.

Fonte: Ecco il link.