Bellezze nascoste: Il teatro romano e l’Odeon di Catania

Il teatro romano di Catania è situato nel centro storico della città etnea, tra piazza S. Francesco, via Vittorio Emanuele, via Timeo e via Teatro greco. Il suo aspetto attuale risale al II secolo ed è stato messo in luce a partire dalla fine del XIX secolo. A est confina con un teatro minore, detto odeon.

Il Teatro
Si accede da via Vittorio Emanuele 266. Un altro ingresso aperto solo eccezionalmente è da via Teatro Greco, 47. Del più antico edificio nel quale Alcibiade avrebbe pronunciato il famoso discorso volto ad ottenere l’alleanza dei Catanesi nella guerra contro Siracusa, restano poche tracce. Nel corso di recenti indagini archeologiche nuovi elementi sono stati scoperti nelle aree del palcoscenico, delle parodoi, della cavea e nel settore orientale (cortile Liberti). Questi elementi si aggiungono al tratto di muro in opera quadrata con acronimo KAT inciso sui blocchi, che,scoperto nel XIX secolo al di sotto del 2°/3°ambulacro, sembra descrivere un semicerchio più stretto della costruzione successiva. Quest’ultima è costruita interamente in opera incerta in pietra lavica e in opera quadrata (limitatamente a pilastri e a archivolti).

Essa penetra all’interno del tessuto urbano moderno da cui è stata liberata in diversi momenti. La cavea è conservata sino alla prima precinzione, con 21 gradini, divisi da 8 scalette in 9 cunei. Perdute sono, invece, le gradinate superiori. Sotto le precinzioni si estendono due criptoportici con copertura a volta in opera cementizia, mentre la parte alta (summa cavea)doveva essere conclusa da un portico colonato. All’esterno il teatro doveva presentare una facciata a due ordini di arcate.

La cavea si apriva a sud verso il mare con un diametro di oltre 102 m e poteva ospitare 7000 spettatori.

Le caratteristiche tecniche indicano che si tratta di un edificio di età imperiale, probabilmente costruito nel I secolo d.C., subito dopo la deduzione della colonia augustea. Nel II secolo d.C., verosimilmente su intervento di Adriano, il teatro fu ampliato con la costruzione di un terzo criptoportico che sorregge uleriori ordini di posti accessibili da scale esterne. Durante le ultime indagini (scavi 2014), è stata individuata ed isolata, nell’area esterna al teatro, resti delle fondazioni dell’edificio realizzate in opera cementiziacon incassi per la cassaforma lignea. Per la posa in opera di dette fondazioni ascrivibili al II secolo d.C., furono tagliati livelli d’uso di età neo-eneolitica (5500-3950 a.C.) e lembi superficiali di una colata lavica preistorica, alla quale era stato addossato l’edificio. AlII secolo d.C. risale anche la costruzione dell’edificio scenico in atto conservato. Questo è ricostruibile di notevole altezza e con prospetto (scaenaefrons) articolato in ordini sovrapposti di colonne, interrotto da 3 porte (una centrale, regia, due laterali, hospitalia) e avente una ricca decorazione architettonica e scultorea, i cui elementi più notevolisono in esposizione nella sala attigua alla biglietteria. Sempre nel II secolo a.C. il teatro fu dotato di un ingresso monumentale con grandi arcate sul lato orientale (atrio orientale). Tra l’edificio il III e il IV secolo d.C., l’edificio subì restauri e taluni mutamenti, documentati da epigrafi e dainterventi edilizi rilevatisia nelle parodoi, sia nel pulpitum(palcoscenico)sia, infine, nell’orchestra ove fu messo in opera un nuovo rivestimento marmoreo.

Tra il V ed il VI secolo d.C. il teatro fu abbandonato, non prima, però, che la zona dell’orchestra e del palcoscenico fosse modificata per accogliere un bacino d’acqua utileper la realizzazione di spettacoli d’acqua in voga nel V secolo d.C.

Breve storia della ricerca
Nelle vedute “a volo d’uccello” dei secoli XVI-XVIII e nelle foto dei primi decenni del secolo scorso si conserva il ricordo degli edifici costruiti, dal medioevo ai nostri giorni, sulla cavea e ricavati anche all’interno degli ambulacri, le cui strutture furono in parte danneggiate dal terremoto del 1693 (casa del Terremoto). I primi scavi furono effettuati alla fine del XVIII secolo dal principe di Biscari. Agli inizi del ‘900 G. Libertini dispone le prime demolizione.Nel 1957, L. Bernabò Breadiede inizio ad un piano sistematico di espropri finalizzati alla demolizione delle abitazioni sovrastanti la cavea, cui seguirono opere di restauro in codirezione con l’Arch Gismondi. Dal 1980 al 2015 sono stati effettuati nuovi impegnativi restauri e sistematiche campagne di scavo sotto la direzione di Maria Grazia Branciforti. Nell’area esterna settentrionale la ricerca è stata più proficua con la scoperta di condutture di un acquedotto della prima età imperiale, e soprattuto di un lungo tratto del muro poligonale di età greca arcaica (VII-VI sec. a.C.), già intercettato in precedenza e visibile all’interno della Casa dell’Androne.

Nel 2001 e nel 2008 sono stati allestiti spazi espositivi (antiquaria) all’interno di due edifici moderni restaurati (Casa Pandolfo e Casa Liberti), in cui sono in esposizione alcuni del numerosissimi marmi recuperati e una selezione di materiali archeologici raccolti nel corso degli scavi del monumento.

Odeon
Con odeon, in greco odeion, si identifica un edificio per spettacoli coperto destinato ad accogliere rappresentazioni musicali, concorsi di poesia.

A Catania l’odeon sorge immediatamente a ovest del teatro, secondo un’associazione consolidata e ben attestata a Napoli e a Pompei. Si tratta di un piccolo teatro, che in origine era probabilmente coperto e che sostituiva la scena con un semplice muro. La cavea del diametro di oltre 40 m conteneva intorno a 1500 spettatori. Essa, divisa in due settori da una stretta precinzione, era sostenuta da 17 ambienti trapezoidali coperti da volte. L’orchestra conserva la pavimentazione marmorea. La facciata esterna era formata da un unico ordine di arcate scandite da paraste in opera quadrata. Come l’edificio del teatro, è costruito quasi interamente in lava, ma in origine era dotato di una ricca decorazione marmorea che ne modificava l’aspetto monolitico. Sulla base dell’articolazione della facciata, l’edificio è generalmente considerato coevo alla seconda fase del teatro, e dunque datato al II secolo d.C.

Tra il teatro e l’odeon si snoda ancora percorribile una scalinata in parte sotterranea, che come riteneva il Principe Ignazio di Biscari, potrebbe essere stata la via di collegamento tra i due edifici, ovvero essere identificata con un lembo di viabilità urbana, risalente a un periodo molto posteriore, allorché i due edifici non erano ormai più in uso.

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