Record europeo dell’Etna: Il vulcano attivo più alto d’Europa sale a 3.357m

L’Etna continua a collezionare nuovi record. Il vulcano attivo più alto d’Europa ha superato se stesso, infatti la nuova vetta è di 3.357 metri ed è quella del Cratere di Sud-Est. Prima del nuovo record la vetta più alta apparteneva al Cratere di Nord-Est la cui altezza si era assestata a quota 3.326 metri sul livello del mare. Il nuovo ciclo vitale del vulcano che ha avuto il suo incipit sul finire del 2020 e si è caratterizzato e caratterizza con una molteplicità di fenomeni parossistici intensi (56 a partire dal 13-14 dicembre dello scorso anno) ha portato alla crescita in altezza del Cratere di Sud-Est. Sono dei fenomeni scientifici e storici importanti che palesano la profonda vitalità del vulcano etneo, che è fra i più attivi del mondo, e che raccontano i mutamenti della struttura sommitale.

Le misurazioni
In buona sostanza la lunga serie di eruzioni dal Cratere di Sud-Est ed il continuo stratificarsi dei recenti materiali piroclastici e degli strati di lava hanno portato alla nuova vetta di 3.357 metri. Il nuovo dato altimetrico è pubblicato sul Bollettino settimanale sul monitoraggio vulcanico, geochimico e sismico del vulcano Etna. La fonte è autorevole e rigorosa, si tratta dell’Ingv (L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), grazie all’analisi ed all’elaborazione delle immagini satellitari. Il Cratere di Sud-Est, il più giovane ed il più attivo dei quattro crateri sommitali dell’Etna, ha superato nettamente il «fratello maggiore» (il Cratere di Nord-Est) che da 40 anni era il punto più alto del vulcano etneo. Dal punto di vista scientifico viene chiarito sul piano metodologico che il nuovo dato ha un’incertezza di 3 metri, ed è stato ottenuto tramite l’elaborazione di «due triplette di immagini del satellite Pleiades acquisite il 13 e il 25 luglio scorsi, nell’ambito della partnership internazionale Geohazard Supersites and Natural Laboratories». È stato così aggiornato il modello digitale della superficie dell’Etna.


Movimento continuo
Quali altri aspetti tecnici sono emersi da questa ricerca scientifica e tecnologica? Dal modello digitale ottenuto del terreno emerge, in via preliminare, che il punto più alto del vulcano si trova ora sull’orlo settentrionale del cratere di Sud-Est a quota 3357. L’Etna è uno scrigno di tesori e di curiosità. E per comprenderlo appieno bisogna porre mente alla filosofia del divenire eracliteo, una continua e perenne trasformazione. Nel 1980 il Cratere di Nord-Est con i parossismi avvenuti nel settembre di quell’anno (e poi proseguiti fino a febbraio 1981) raggiunse l’altezza massima di 3350 metri. Altezza che è poi diminuita nel corso dei lustri a causa dei crolli dei suoi orli, e nell’estate del 2018 si era assestata a 3326 metri. Nel giro di qualche anno, che paragonato alla lunga vita del grande Etna è simile a dei centesimi di secondo della breve vita degli esseri umani, il Cratere di Sud-Est ha superato il «fratello gemello».

L’esperto: «Nella storia toccati i 3600 metri»
Nella sua lunga storia di oltre 550 mila anni il grande vulcano ha mutato continuamente la sua forma, ed anche l’altezza è stata cangiante. Spiega lo scienziato Marco Viccaro, docente universitario dell’ateneo di Catania e presidente dell’associazione dei vulcanologi italiani: «La quantità di materiale piroclastico e gli strati di lava sul cono del Cratere di Sud-Est ne hanno fatto aumentare l’altezza». Viccaro specifica: «È chiaro che le misurazioni rigorose e precise sul piano scientifico dell’altezza del vulcano le abbiamo a partire dagli anni ‘70-80 del Novecento. Ma se torniamo indietro nella storia, secondo alcune stime scientifiche, oltre 15 mila anni fa l’Etna raggiunse l’altezza di 3.500-3.600 metri. Successivamente entrando nella storia del Mongibello recente, gli ultimi 15 mila anni, si verificò un fenomeno di calderizzazione. Vi fu una forte eruzione esplosiva che produsse uno sprofondamento dell’Etna che scese a circa 3200 metri. Nel corso dei millenni l’altezza è tornata a crescere. Sino a giungere al nuovo dato del Cratere di Sud-Est. Avevo già anticipato che la grande vitalità del giovane cratere e gli intensi fenomeni parossistici avrebbero portato al superamento netto del Cratere di Nord-Est».

I nuovi fenomeni
Come se volesse rispondere all’attivismo ed alla intensa frequenza parossistica da record del Cratere di Sud-Est oggi il Cratere di Nord-Est ha prodotto un nuovo parossismo, che è anche stato accompagnato da una sequenza sismica della durata di 1 minuto. La colonna di fumo ha raggiunto i sei chilometri in altezza. L’Etna continua a dare spettacolo con boati, esplosioni, eruzioni. Nessun pericolo per le persone. Rappresenta invece una seria emergenza la caduta di cenere vulcanica che crea problemi alla viabilità ed al traffico, ed alla vita quotidiana dei comuni e dei cittadini impegnati in pulizie straordinarie. E pesa come un macigno su diverse attività economiche, quelle agricole in particolare, fortemente danneggiate da mesi di pioggia di cenere e lapilli.

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